Principali aree boscate

Le principali e più significative aree boscate che insistono sul territorio torittese ricadono nei confini del Parco Nazionale dell’Alta Murgia che per 1.923 ha ricade proprio nel territorio di Toritto:

Il Piano del Parco Nazionale dell’Alta Murgia prevede la suddivisione del territorio in quattro zone a diverso regime di tutela così come previsto dall’art. 12 della Legge quadro sulle aree protette (L. 394/91):

  • Zona A – Aree di riserva integrale: è una zona destinata alla conservazione dell’ambiente naturale nella sua integrità in relazione anche al perdurare di peculiari forme di uso delle risorse naturali e di attività umane tradizionali. Essa comprende le aree ad alto valore naturalistico, quelle che più si avvicinano alle condizioni di equilibrio naturali e quelle di eccezionale interesse biogeografico. Tra gli ecosistemi naturali rientrano nella zona A:
    • praterie aride mediterranee ad elevata sensibilità;
    • aree di vegetazione rupestre;
    • boschi di sclerofille sempreverdi;
    • laghetti carsici di elevata qualità ambientale;
    • grotte con presenza di specie di chirotteri d’interesse conservazionistico;
    • geositi di elevata qualità paesaggistica.
  • Zona B – Aree di riserva generale orientata: è destinata alla protezione degli equilibri ecologici. Essa comprende quelle parti di territorio i cui assetti ecologici e naturalistici risentono di pregresse attività di forestazione o silvo-pastorali, queste ultime ormai cessate o praticate in forma fortemente estensiva, con modalità che contribuiscono al raggiungimento ed al mantenimento di un agro-ecosistema di elevato valore naturalistico e paesaggistico. Tra gli ecosistemi naturali classificati in zona B rientrano:
    • praterie aride mediterranee;
    • boschi di latifoglie decidue e semidecidue;
    • boschi di conifere;
    • laghetti carsici;
    • grotte con presenza di specie di chirotteri di interesse conservazionistico;
    • lame di valore paesaggistico e naturalistico.
  • Zona C – Aree di protezione: è destinata alla promozione delle attività agricole tradizionali, dell’agricoltura integrata, dell’allevamento zootecnico, delle attività agrosilvopastorali, di raccolta dei prodotti naturali e della produzione dell’artigianato tradizionale locale. Sono incentivate attività di assistenza sociale e cura in fattoria, di cura degli animali, di servizio turistico ed escursionistico, di didattica ed educazione ambientale, purché svolte in forma integrata e connesse alle attività primarie. Tra le aree classificate in zona C rientrano:
    • agroecosistemi;
    • insediamenti rurali e masserie.
  • Zona D – Aree di promozione economica e sociale: è finalizzata al mantenimento e al rafforzamento del ruolo di connessione ambientale e paesaggistica, alla promozione del turismo, della fruizione pubblica e dell’identità culturale delle comunità locali, nonché allo sviluppo di attività economiche sostenibili. Essa comprende le aree più intensamente antropizzate del Parco, le aree interessate da previsioni di interventi per lo sviluppo sociale ed economico e le aree di recupero e di valorizzazione del sistema di beni culturali e ambientali. La Zona D è distinta nelle seguenti sottozone:
    • D1- aree di espansione dei piani urbanistici comunali;
    • D2 -aree di recupero ambientale degli impianti estrattivi;
    • D3 – impianti tecnologici;
    • D4 – insediamenti rurali, turistici, sportivi, ricreativi;
    • D5 – attrezzature per la fruizione del Parco e stazioni ferroviarie;
    • D6 – aree di valorizzazione del patrimonio storico-archeologico e paleontologico dell’Alta Murgia: Castel del Monte e Cava dei Dinosauri;
    • D7 – aree interessate da accordi di programma di cui all’art. 9 comma 1 dell’Allegato “A” (Disciplina di tutela) al D.P.R. 10/03/2004 di istituzione del Parco.

Nella Figura seguente è riportato un estratto della TAV. N. 3. Carta della zonizzazione del Parco Nazionale dell’Alta Murgia parte integrante del Piano A.I.B. 2014-2018 del Parco medesimo. Dall’esame della cartografia, risulta che larga parte del territorio torittese ricadente nel Parco è classificata in Zona B e una porzione al confine con il comune di Bitonto è classificata in Zona C. a sud dell’insediamento abitativo di Quasano, una parte del Parco è classificata in Zona D1, mentre piccoli lembi di territorio più a sud sono classificati in Zona D4. A tal proposito si rammenta che:

  • In Zona B: sono consentite le attività produttive tradizionali e la realizzazione delle infrastrutture strettamente necessarie alle stesse, nonché gli interventi di gestione delle risorse naturali; sono consentiti gli interventi di selvicoltura naturalistica; è vietata la costruzione di nuovi manufatti e di nuovi insediamenti edilizi, nonché il cambio di destinazione d’uso di quelli esistenti.
  • In Zona C: sono consentiti la realizzazione delle infrastrutture e degli interventi di miglioramento fondiario necessari, nonché gli interventi di gestione delle risorse naturali a cura dell’Ente Parco; sono altresì consentiti gli interventi di selvicoltura naturalistica, nonché la realizzazione di impianti per l’arboricoltura da legno sui terreni agricoli; è permessa la costruzione di nuovi insediamenti edilizi a carattere esclusivamente agricolo, nonché adibiti a servizi per la fruizione del Parco.
  • In Zona D: sono ammesse tutte le attività e le funzioni coerenti con le finalità del Piano del Parco e in essa l’Ente Parco promuove interventi di sviluppo economico e sociale del territorio con particolare riferimento al turismo, alla valorizzazione delle risorse, delle tradizioni storiche e culturali e dei valori identitari delle comunità del Parco, alla valorizzazione delle produzioni tipiche e tradizionali e dell’artigianato di qualità, alla ricerca scientifica connessa ai beni culturali e ambientali del Parco.