Rischio incendio di interfaccia

Per incendio di interfaccia si intende l’incendio che interessi aree di interfaccia urbano–rurale, ovvero le fasce, nelle quali l’interconnessione tra strutture antropiche e aree naturali è molto stretta. In effetti, tale incendio può avere origine sia in prossimità dell’insediamento urbano sia come incendio più propriamente boschivo che successivamente vada ad interessare le zone di interfaccia. A questo proposito occorre osservare che la causa d’innesco degli incendi non è quasi mai naturale, ma risulta spesso connessa all’intervento colposo, e talvolta doloso, dell’uomo. In questo contesto, è pressoché impossibile prevedere tempi e luoghi d’innesco soprattutto in territori, come quello di Toritto, dove vi è la presenza diffusa di coltivi, coltivi abbandonati e incolti, a stretto contatto con insediamenti civili i quali risultano soggetti al rischio di incendi connessi a pratiche imprudenti, quali, ad esempio, la bruciatura di sterpaglie in giornate ventose. Alla luce di quanto osservato, l’unica possibilità di previsione del rischio di incendio di interfaccia consiste nell’individuazione delle aree caratterizzate da condizioni più favorevoli all’innesco e alla propagazione del fuoco. Tali aree sono, tipicamente, quelle che evidenziano un maggiore carico combustibile, ovvero le aree boscate, ove sono stati registrati precursori di evento.

In generale, le diverse configurazioni di contiguità e contatto tra aree antropizzate e aree con presenza vegetale dominante possono essere assimilate alle seguenti tipologie:

  • Interfaccia classica: insediamenti di piccole e medie dimensioni (periferie di centri urbani, frazioni periferiche, piccoli villaggi, nuovi quartieri periferici, complessi turistici di una certa vastità ecc.), formati da numerose strutture ed abitazioni relativamente vicine tra loro, a diretto contatto con il territorio circostante ricoperto da vegetazione, arborea e non.
  • Interfaccia mista: presenza di strutture o abitazioni isolate distribuite sul territorio a diretto contatto con vaste zone popolate da vegetazione arbustiva ed arborea. In genere si hanno poche strutture a rischio, anche con incendi di vegetazione di vaste dimensioni. È una tipica situazione delle zone rurali, dove molte strutture sono cascine, sedi di attività artigianali, insediamenti turistici, ecc.
  • Interfaccia occlusa: presenza di zone più o meno vaste di vegetazione (parchi urbani, giardini di una certa vastità, lingue di terreni non ancora edificati o non edificabili che si insinuano nei centri abitati ecc.), circondate da aree urbanizzate.

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